NOI

GLI ESORDI: STORIA DI IDEE E PASSIONE

Questa storia ha origine dall’idea di due persone, dalla loro passione per il caffè e dal desiderio di realizzare un progetto imprenditoriale nel quale, oltre al profitto, trovassero spazio la creatività, la ricerca e il desiderio di offrire qualità come prodotto finale dei nostri sforzi, lavorando con rigore ma anche col piacere di chi non rinuncia alla propria libertà in nome del massimo profitto. Abbiamo seguito fin da principio la strada dell’artigianalità, credendo fermamente in questo modello d’impresa ed in questo valore culturale tipicamente italiano.
Prima di arrivare alla torrefazione la nostra conoscenza del caffè era quella di due italiani operativi nel settore alimentare e del pubblico esercizio, con il desiderio di promuovere all’estero la paternità tutta italiana di espresso e cappuccino. Una parentesi lavorativa presso il laboratorio di un affermato importatore italiano è servita ad introdurci in questo universo, grazie soprattutto alla grande esperienza, alla professionalità e all’intelligenza di Gian Luigi Nora, Maestro e decano fra gli Assaggiatori. Fin dall’inizio, con l’entusiasmo e anche con gli errori e le ingenuità degli outsider, abbiamo istintivamente seguito la ricerca dell’eccellenza, cercando di orientarci fra le varietà di caffè e le strade da seguire, con poche proposte che riflettessero il nostro gusto.
L’Art Caffè Torrefazione nasce quindi come laboratorio artigianale con una particolare attenzione alla diffusione della cultura del caffè. Negli anni, il delinearsi in noi di aspettative lontane dalla domanda media dei baristi e ristoratori, identificabile per lo più nella richiesta di un servizio a buon mercato e non di caffè di qualità, ha contribuito a farci maturare l’idea originaria di svilupparci attraverso strutture commerciali che riflettessero i nostri valori e la nostra ricerca, delineando layout e offerta di format specializzati.
Importanti e fondamentali sono stati l’incontro ed il confronto con la Fondazione per la Biodiversità di Slow Food, che ha contribuito a dare certezze alle nostre intuizioni e ci ha guidati fino a maturare l’idea di lavorare sulle varietà botaniche.

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I VALORI CHE CI GUIDANO: ARTIGIANALITA’ E CULTURA DEL CAFFE’

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Alla base del nostro lavoro ci sono alcuni valori che riteniamo fondamentali e che caratterizzano il nostro modo di operare e le nostre scelte imprenditoriali:
Tutela della biodiversità
Scelta di materie prime di qualità e caratterizzate da percorsi di sostenibilità
Lavorazione artigianale: attenzione alla qualità delle materie prime e scelta di
tecniche di lavorazione che ne valorizzino le caratteristiche organolettiche

Tutela della tradizione italiana nella somministrazione del caffè

Diffusione della cultura del caffè di qualità

Rispetto dell’uomo, del lavoro, dell’ambiente.

IL CAFFE'

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LE ORIGINI DEL CAFFE’: BREVE STORIA

Non sappiamo esattamente quando il caffè sia stato scoperto per la prima volta, ma gli archeologi hanno trovato descrizioni dell’uso del caffè come medicina nel mondo Arabo in alcuni scritti risalenti al 900 d.C.
Una leggenda attribuisce la scoperta del caffè a un pastore di capre etiope di nome Kaldi (attorno al 300 a.C.). Egli osservò che il suo gregge era molto attivo quando gli animali mangiavano certe bacche rosse, decise così di assaggiarle e scoprì l’effetto energetico delle bacche di caffè. A poco a poco l’usanza di utilizzare le bacche di caffè come cibo energetico si diffuse e la gente imparò che si poteva preparare una bevanda gustosa facendo prima bollire e poi fermentare le bacche.
Dall’Etiopia l’uso del caffè si diffuse nelle zone limitrofe, quando la prima piantagione di caffè sorse nello Yemen. In seguito la coltivazione si diffuse in Arabia e in Egitto, dove il caffè da bere (denominato “Kahweh”) divenne presto un’abitudine quotidiana.
Il caffè divenne popolare in Europa solo a partire dal 17° secolo e la sua popolarità crebbe molto rapidamente. All’inizio del 1600 “case del caffè” iniziarono a sorgere un po’ dappertutto, specialmente in Italia, Francia, Gran Bretagna, Olanda e Germania.
In precedenza – nel 1570 – il caffè era stato introdotto in Europa da un medico veneziano, Prospero Alpini. Venezia fu la prima città italiana ad apprezzare il caffè e ad avere spazi pubblici in cui poterlo gustare. Ben presto le botteghe del caffè divennero molto popolari; la più antica, il Caffè Florian, ha continuato a offrire la preziosa bevanda fino a oggi sotto i portici di Piazza San Marco.
In Italia, fra gli aristocratici, il caffè divenne presto un dono prezioso da offrire come simbolo di amicizia o di amore. La cultura del caffè si diffuse subito in tutta la penisola e anche altre città ebbero le loro “case del caffè”: il Caffè Greco a Roma, il Caffè Pedrocchi a Padova, il Caffè San Carlo a Torino, solo per citarne alcuni. Personaggi famosi e uomini di lettere avevano l’abitudine di trascorrere lì il loro tempo, conferendo così a questi luoghi ulteriore fama e fascino.
Il caffè si liberò presto della reputazione di “bevanda aristocratica” e si diffuse in tutte le classi sociali; da momento esclusivo, divenne un’abitudine quotidiana in cui concedersi il piacere di una bevanda tonificante.

PROTAGONISTI

I COLTIVATORI: IL RISPETTO DELL’AMBIENTE

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Fin dai primi passi del nostro percorso abbiamo sentito fortemente l’esigenza di lavorare in sinergia con piccoli coltivatori, simili a noi per dimensioni e con storie simili alle nostre.
Ci sarebbe piaciuto poterci confrontare con loro, e poter raccontare ai nostri clienti, le origini, le persone, che oltre a noi, stanno dietro al caffè.
Non è stato per nulla facile, proprio a causa delle nostre dimensioni, del nostro scarso potere di acquisto e delle difficoltà legate anche alla nostra inesperienza.
La nostra collaborazione con la Fondazione per la Biodiversità di Slow Food e con altre organizzazioni impegnate soprattutto con le piccole realtà agricole, quali l’Istituto Agronomico d’Oltremare di Firenze, ci ha permesso di entrare in stretto contatto con i coltivatori e soprattutto di partecipare a dei progetti che promuovessero un’agricoltura sostenibile, nel pieno rispetto dell’ambiente e alla ricerca di mono varietà da tutelare e difendere.
E’ in questa direzione che ci muoviamo, gettando una rete fra agricoltura sostenibile ed artigianalità nella trasformazione.

IL TORREFATTORE : CUORE DI ARTIGIANO

La tostatura del caffè, artigianale o industriale, permette al caffè di diventare commestibile, trasforma il chicco da prodotto della terra a cibo.
Durante la fase di tostatura avvengono importanti trasformazioni fisiche e chimiche provocate dal calore, processi che coinvolgono la struttura organica del caffè (zuccheri, proteine, grassi vegetali, carboidrati…) e sviluppano la complessità degli aromi e delle numerose sostanze volatili che caratterizzano il caffè.
A noi piace pensare alla torrefazione come ad una cucina più o meno grande, secondo il contesto e ci piace pensare al torrefattore come ad un cuoco.
Il torrefattore artigiano si muove nella sua piccola cucina, spesso senza le regole e la disciplina indispensabili nella grande industria, ma si lascia guidare dalle intuizioni, dalla passione, dalla diretta partecipazione, dal talento personale associato all’esperienza, dalla creatività.
La conoscenza della materia prima, associata alle qualità sopra citate, assimilano il torrefattore allo chef di cucina e lo guidano nel suo lavoro per interpretare, valorizzare ed esaltare le caratteristiche intrinseche nelle varietà a disposizione attraverso scelte di tempi e modi di tostatura, ma anche attraverso equilibrate miscele.
Ci auguriamo che siano diversità e ricerca di originalità, in contrasto con l’omologazione del gusto, a determinare le scelte del consumatore maturo e consapevole.

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LETTURA SENSORIALE E VALUTAZIONE QUALITATIVA : L’ASSAGGIATORE

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L’universo sensoriale racchiuso in una tazza di caffè è caratterizzato da più fattori, a partire dalle diverse tecniche di lavaggio e preparazione del caffè verde dopo la raccolta, che ne esaltano o meno le acidità, il corpo, i profumi, così come incideranno in merito anche la tostatura ed il metodo estrattivo.
Le sostanze aromatiche e gli altri elementi sensoriali presenti nel caffè, percepiti dal cervello umano finora identificati e catalogati sono più di un migliaio.
L’analisi sensoriale si pone come obiettivo la codificazione delle sensazioni percepite dai recettori del cervello. Servendosi di indicatori che attingono al nostro archivio personale, alla nostra memoria percettiva, traccia una mappatura delle sensazioni registrate durante un assaggio di cibo o bevanda ottenuta da una determinata lavorazione (vino, olio, caffè).
Nel mondo commerciale del caffè una figura fondamentale è l’Assaggiatore, persona dotata di una particolare intelligenza ed abilità, associate a cultura, conoscenza e competenza della sostanza alimentare di cui si occupa.
L’Assaggiatore classifica attraverso dei parametri di valutazione, codificati e riconosciuti nel mondo del caffè, a partire dal chicco verde, fino alla tazza, riconoscendo e valutando origini, metodi di lavorazione, crivelli, tostatura e macinatura, fino alla valutazione finale di un espresso o di un’altra estrazione.
Si può capire come un bravo Assaggiatore possa determinare il valore e quindi il successo di una transazione da un capo all’altro del mondo.

IL BARISTA E L’ESPRESSO : UNA PROFESSIONE TUTTA ITALIANA

Spesso si identifica il barista con il caffè e la macchina espresso. Purtroppo spesso dietro il banco dei bar è facile trovare poca passione, poca professione, poca competenza e pochissima cultura di caffè, ma anche di vino, distillati, cocktails.
La scolarizzazione istituzionale che dovrebbe preparare camerieri e baristi è quasi sempre lacunosa e semplicistica. Del resto, i ragazzi che si iscrivono alle scuole professionali, nel nostro paese, sono quelli già meno curiosi, sono in genere più bisognosi di stimoli, non operano quasi mai scelte indirizzate ad un settore come sbocco lavorativo ma, spinti anche dai genitori, si iscrivono in una sorta di parcheggio.
Non c’è, nel nostro paese, un reale desiderio di tramandare la conoscenza, la tradizione; non c’è una scuola di bottega che riporti il bar, centrale o periferico, ai suoi splendori o a renderlo una moderna opportunità di lavoro.
Molto spesso, anche fra gli imprenditori, si arriva ad aprire uno o più bar, quasi per caso o per motivazioni legate ad un’idea di facile profitto. L’espresso ed il cappuccino italiano hanno notevolmente risentito di questa realtà e la loro qualità ha subito forti scossoni, con qualche responsabilità anche di torrefattori e delle loro strutture di vendita, più interessate ‘a fare il cliente’ che a vederlo crescere con loro.

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LA PROPOSTA

LA MISCELA : CAFFE’ IN EQUILIBRIO

Dedichiamo volentieri qualche riga alla capacità di creare miscele che, qualche volta sembra essere adombrata dalla suggestione che provocano le varietà mono origine. Ribadiamo infatti che questa fase, specialmente se l’utilizzo sarà per espresso o cappuccino, contribuisce ad arricchire la tazza di profumi, di aromi, di cremosità e di sensazioni tattili impagabili.
Un espresso ottenuto con una equilibrata e ricca miscela sarà pieno di sensazioni, di stimoli provocati appunto dall’incontro di varietà che con le proprie caratteristiche si completano. Nel cappuccino l’incontro del latte, con caratteristiche organolettiche dove prevale una certa basicità, deve prevedere un caffè o una miscela in cui corpo ed acidità compenetrano la crema di latte ottenuta a regola d’arte.
Le varietà di caffè vengono scelte dal maestro torrefattore in funzione di un risultato che vuole ottenere, come gli ingredienti per una ricetta in cucina. La miscela è frutto della sensibilità, del coraggio, della creatività del maestro torrefattore, come è per uno chef in cucina.

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ESPRESSO PROFESSIONAL BLEND

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L’architettura di questa miscela è molto complessa e prevede una buona presenza di origini diverse , equilibrate in percentuali che variano tenendo conto delle numerose variabili che si presentano, ad esempio tra un raccolto e l’altro, allo scopo di ottenere un risultato costante che corrisponde alla nostra idea di espresso.
Ideata per la macchina espresso professionale, equilibrata per questo metodo di erogazione e per un buon cappuccino, è stata la nostra prima miscela e rappresenta il nostro stile.
Profilo:
Tazza fine, elegante all’olfatto, l’espresso convince per la bellezza della crema, per le tonalità del suo colore, color nocciola carico, con striature tigrate, per la tessitura,finissima e setosa, densa e priva di bollicine.
All’assaggio, si sente immediatamente , sulla punta della lingua, l’acidità caratteristica delle Arabica, presenti al 90% nella miscela; questa sensazione si rompe dove , il corpo, la struttura rotonda, la densità, prendono il sopravvento, lasciando una chiara sensazione di cacao. Il liquido è completamente privo di astringenze, di retrogusti amari.
Si percepiscono toni floreali e fruttati, piacevoli note di vaniglia ,cacao e caramello.
All’olfatto prevalgono vaniglia,nocciola e profumi di agrume, che però si percepiscono meglio nell’assaggio della tazza per infusione o moka.
Ogni caffè presente in miscela viene tostato singolarmente prima della miscelazione che avviene a freddo.
Questa scelta permette di curare e regolare la cottura di ogni qualità rispettandone il crivello (grandezza) e le caratteristiche organolettiche ed avere una curva di tostatura adatta ad ogni caffè.
Origini in miscela:
Santos Momtecarmelo, Colombia Supremo 18, Guatemala Antigua Estela Plus, Costarica Catour Tournon, Honduras SHG Rosalina, Sidamo 2 G Top,Plantation AA,Parchment Kaapi Royal, Cuba Altura Lavato organico.

LA NOSTRA SCELTA : SOSTENIBILITA’ E BIODIVERSITA’

La pianta del caffè cresce in paesi compresi fra il Tropico del Cancro e il Tropico del Capricorno, e trova il suo habitat naturale tra i 200 e i 2000 m di altitudine, con temperature variabili da 15 a 25 °C, in un clima caldo e umido con abbondanti piogge intervallate da stagioni secche. È una pianta che teme il vento, il gelo, la brina e il calore eccessivo.
La produzione è ripartita in tre grandi zone geografiche: America centrale e del sud (con Brasile e Colombia, rispettivamente prima e seconda nazione produttrice di caffe) , Africa e Asia.
E’ fra questi territori, in questi ecosistemi insostituibili, che, con la collaborazione di esperti e di importatori che condividono con noi il desiderio di valorizzare la diversità delle colture e delle culture, attingiamo per trovare i mono origine più interessanti,piccole produzioni che si distinguono per qualità e caratteristiche organolettiche.
Importanti e fondamentali sono stati l’incontro ed il confronto con la Fondazione per la Biodiversità di Slow Food, che ha contribuito a dare certezze alle nostre intuizioni e ci ha guidati fino a maturare l’idea di lavorare sulla tracciabilità delle varietà botaniche indagando fra le specie meno diffuse.
Il progetto sui caffè sostenuto dalla Fondazione per la Biodiversità di Slow Food, include una figura chiave nella filiera: i torrefattori, che aderendo al progetto – rispettando una serie di regole che garantiscono qualità e trasparenza della filiera stessa – possono apporre il marchio “Presidio Slow Food” sulle proprie confezioni, offrendo ai consumatori la possibilità di riconoscere e acquistare i caffè buoni, puliti e giusti.

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MONORIGINI

CAFFE’ DELLE TERRE ALTE DI HUEHUETENANGOa-presidi-logo-alta-768x768

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Progetto condiviso con la Fondazione per la Biodiversità di Slow Food, per la valorizzazione di un caffè pregiato, nel rispetto dell’ambiente e dei coltivatori.
Area di Produzione
Altopiano Occidentale di Huehuetenango, municipi di San Pedro Necta, La Libertad, Culico, La Democracia, Todos Santos Cuchumanatanes.Pregiata produzione di Arabica, presidio Slow Food, proviene da una ristretta area geografica del Guatemala, ai confini con il Messico: la Huehuetenango, la più alta catena montuosa non vulcanica del Centro America, una delle aree maggiormente orientate alla caficoltura.
Il caffè viene coltivato all’ombra di alberi ad alto fusto fino a 1900 metri di altitudine. Le varietà sono Coffea arabica Typica, Bourbon e Caturra. La raccolta è manuale, e le ciliegie sono staccate una ad una e riposte in ceste di vimini legate ai fianchi. I chicchi sono estratti dalle bacche artigianalmente , attraverso un delicato processo di fermentazione (lavato) che inizia entro quattro ore dalla raccolta e dura 24 – 36 ore. Dopo la spolpatura , i grani seccano al sole per almeno tre giorni , continuamente rivoltati con un rastrello.
Il caffè del Guatemala è considerato uno dei più grandi caffè al mondo.
Le correnti d’aria calda provenienti dall’istmo del Tehuatepec, incontrando l’aria fredda che soffia sulle montagne del Cuchumatanes, consentono la coltivazione fino a 1900 metri.
Il Presidio avviato nel 2002, e coordinato dalla Fondazione per la Biodiversità, coinvolge oggi 170 piccoli produttori, che coltivano e processano il caffè secondo un disciplinare di produzione che garantisce la qualità organolettica, ambientale e sociale. I coltivatori si sono organizzati per migliorare la qualità puntando sulla formazione e sulla valorizzazione del territorio. Il progetto del marchio “Presidio Slow Food” sul caffè è nato per colmare il vuoto di comunicazione e conoscenza tra produttori e consumatori, includendo una figura chiave della filiera: i torrefattori.
Si tratta di un progetto culturale e sociale, che mira a creare una consapevolezza nuova attorno al caffè, con il fine ultimo di accorciare la filiera e di migliorare la qualità della vita dei produttori dei Presìdi. La seconda fase di lavoro ha incluso anche i torrefattori – e quindi il prodotto finito – consentendo di raggiungere i consumatori e di promuovere in modo più incisivo una nuova cultura del caffè.
Il caffè del Presidio Slow Food delle terre alte di Huehuetenango viene distribuito in Italia dall’Associazione Equo Qui che acquista direttamente da: Cooperativa Esquipulas – La Libertad, Huehuetenango, Associazione Asodiett – Todos Santos, Huehuetenango, Associazione Asdeflor – Todos Santos, Huehuetenango.
Il favoloso gusto del caffè Huehuetenango è dato dalla combinazione di diversi fattori: l’altitudine, il terreno, l’esposizione e la particolare coltivazione, all’ombra di alberi ad alto fusto, permette di preservare e differenziare le sue qualità organolettiche.
Varietà botaniche: arabica lavato Bourbon, Typica, Caturra
Crù: Especial Todos Santos
Produttori: Cooperativa Esquipulas ( La libertad ), Asdeflor Asodiett ( todos Santos Cuchumatanes)
Importazione: Equoqui onlus
Profilo in tazza
Raro caffè arabico lavato, coltivato in altitudine, con un crivello estremamente sviluppato.
Nell’estrazione con il sistema espresso,presenta una crema compatta e vellutata. Il profumo della crema dal bel colore dorato – bronzeo, lascia percepire aromi floreali e di amabile frutta fresca, L’acidità risulta sfumata e le delicate note gustative si arricchiscono di sentori di dolce cioccolato e marmellata di agrumi.

CAFFE’ SELVATICO DELLA FORESTA DI HARENNAa-presidi-logo-alta-768x768

Progetto condiviso con la Fondazione per la Biodiversità di Slow Food, per la valorizzazione di un caffè pregiato, nel rispetto dell’ambiente e dei coltivatori.
Naturalmente biologico, non coltivato, ma semplicemente raccolto, è uno dei rari caffè che cresce spontaneo. In Etiopia, del resto, si dice , abbia avuto origine la bacca del caffè..
La foresta di Harenna, una delle più grandi dell’Etiopia, si trova tra le montagne del magnifico Parco nazionale del Bale, 350 chilometri a sud della capitale Addis Abeba. Qui, intorno ai 1800 metri di altitudine, cresce spontaneamente all’ombra di alberi ad alto fusto, un caffè arabica con straordinarie potenzialità qualitative ancora poco conosciute e valorizzate. I contadini di questa zona vivono grazie alla vendita del caffè, che costituisce la principale fonte di reddito.
La raccolta delle bacche è esclusivamente manuale. I raccoglitori scelgono con cura le ciliegie mature e le ripongono nei piccoli caratteristici canestri a forma di cono, fatti con legno di canna intrecciato. Il trasporto al villaggio più vicino, Dollo – Mena e poi alla Oromia Coffee Farmers Union, avviene con l’ausilio di asinelli .
Non sono previste né la spolpatura né la lavatura dei chicchi, fasi cruciali per i caffè dei Presìdi latino-americani. Si tratta infatti di un caffè “naturale” che, dopo la raccolta, prevede esclusivamente l’essiccazione al sole delle ciliegie su reti sospese (lettini), presso le piccole ed essenziali fattorie sparse nella foresta .
I raccoglitori, uniti nella Cooperativa Magnete, conferiscono il raccolto, una volta essiccato in foresta, alla
Oromia Coffee Farmers Cooperatives Union, che provvede alle operazioni di beneficia mento e quindi all’esportazione.
Il progetto del marchio “Presidio Slow Food” sul caffè è nato per colmare il vuoto di comunicazione e conoscenza tra produttori e consumatori, includendo una figura chiave della filiera: i torrefattori.
Si tratta di un progetto culturale e sociale, che mira a creare una consapevolezza nuova attorno al caffè, con il fine ultimo di accorciare la filiera e di migliorare la qualità della vita dei produttori dei Presìdi. La seconda fase di lavoro ha incluso anche i torrefattori – e quindi il prodotto finito – consentendo di raggiungere i consumatori e di promuovere in modo più incisivo una nuova cultura del caffè.

Area di produzione
Foresta di Harenna, dipartimento di Dollo-Mena, Parco nazionale del Bale, regione Oromia.
Varietà botaniche: arabica naturale d’altura,piante spontanee di Typica

Lavorazione: a secco

Profilo di tazza
Caffè di intensa corposità,con un’alta varietà aromatica, bilanciata ma complessa, note floreali e di erbe aromatiche. L’acidità è di buona ma non marcata, e sul palato prevalgono dolcezza e morbidezza.
Il caramello si spegne nel retrogusto di vaniglia.
http://www.presidislowfood.it
http://www.fondazioneslowfood.it

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L’ESPRESSO E IL CAPPUCCINO ITALIANI :

LA TUTELA DELLA TRADIZIONE

Tra tutti i sistemi di estrazione, tra tutti i modi di bere caffè, ci sentiamo di sostenere che l’espresso italiano racchiude in perfetta sintesi il talento e l’ingegno, il senso della bellezza, lo spiccato senso del gusto, la genialità tipica dell’artigianalità italiana.
In questi 25 cc si incontrano abili costruttori di macchine espresso e macinini, di tostatrici, torrefattori sensibili ed appassionati, esperti importatori ed infine baristi, figure storiche del nostro paese. In questi 25 cc, artigiani con una tradizione a cui attingere e con un bagaglio di conoscenza da trasferire in una innovazione visionaria, valorizzano ed esaltano il lavoro di agricoltori e raccoglitori altrettanto attenti e sensibili dall’altra parte del mondo, in una sorta di rete, dove gli uni sono indispensabili agli altri.
L’espresso è il distillato del caffè che è fatto con una mono varietà o meglio con una miscela un blend. In pochi secondi, con pochissimo macinato raccolto in un piccolo arnese e versato in una piccola tazza, otteniamo la quintessenza del grande universo sensoriale racchiuso in pochi chicchi.
Espresso e cappuccino italiani, come tutte le grandi intuizioni che rappresentano un paese e le sue tradizioni, non possono essere traditi e mistificati, meritano anzi rispetto e tutela.

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Dal chicco alla tazza
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IL PROGETTO

L’ART CAFFE’ TORREFAZIONE L’ART CAFFE’ CAFFETTERIA

Il nostro progetto imprenditoriale si è concretizzato prima con la creazione di una piccola torrefazione artigianale, con cui abbiamo potenziato la nostra ricerca di processi di lavorazione che potessero esaltare la qualità delle materie prime. I caffè che noi proponiamo vengono tostati singolarmente, con gradi di tostatura adeguati ad ogni singola origine, rispettandone le caratteristiche e le proprietà organolettiche.
Successivamente anche grazie alle esperienze professionali maturate, ci siamo posti come secondo obiettivo quello di poter somministrare e vendere direttamente i nostri caffè, come in passato era frequente per i piccoli torrefattori. Abbiamo così aperto nel centro storico di Bergamo: L’Art Caffé Caffetteria.
Attraverso una corretta e puntuale formazione del personale, una chiara comunicazione al cliente e un’attenta somministrazione del caffè trasmettiamo e diffondiamo i nostri valori, il nostro stile, il nostro modo di accogliere e di ospitare.

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LA DIFFUSIONE

IL DOMANI: SVILUPPO E DIFFUSIONE DEL MODELLO

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Questo progetto imprenditoriale si completa con il desiderio e l’obiettivo di veder divulgato un modello di bar dove tali valori si riflettano in contenuti che vanno a riempire un layout ben testato e consolidato.
Formazione preliminare ed in itinere dedicata al professionista attraverso laboratori e corsi tematici tenuti da esperti del settore, seguendo il percorso qui tracciato, che ha come punto di arrivo la costruzione di figure professionali agili, dinamiche, consapevoli di ciò che propongono, divulgatori loro stessi, appassionati perché artigiani, cioè artefici, del proprio lavoro.
Informazione dedicata al cliente attraverso una corretta comunicazione, laboratori sul caffè, materiale divulgativo e di supporto ad una vendita trasparente.
Una selezione di prodotti allo scaffale e alla mescita in sintonia con la scelta artigianale della torrefazione.
L’impegno sul territorio per la divulgazione della cultura del caffè e a fianco di movimenti ed organizzazioni sensibili alla qualità e trasparenza nel mercato alimentare.
Un marchio che insieme al layout identifichi tali valori, sono il valore aggiunto che ci impegniamo a trasmettere.
La caffetteria campione, realizzata a Bergamo, in Piazza Pontida 27a, è stata in questi otto anni il nostro laboratorio, dove abbiamo sviluppato un bar strutturato su un format in cui servizio, accoglienza e offerta sono declinati secondo la formula qui illustrata.
Non volendo abusare di termini spesso usati a sproposito, non desideriamo parlare di concept, benché il nostro modello racchiuda in sé, effettivamente il nostro concetto di bar moderno.
Non cerchiamo nemmeno una diffusione attraverso il franchising che, a nostro avviso, tende ad appiattire ed omologare al basso, svuotando di valore servizio ed offerta.
Il nostro format si avvale di una organizzazione che permette a noi di vendere il nostro caffè nel rispetto della sua qualità e dei nostri valori artigianali, e a chi aderisce, la certezza di lavorare in un sistema che permetta il giusto profitto economico, una semplificazione gestionale basata su scelte stilistiche e organizzative testate e non sull’appiattimento dell’offerta, una competenza che si distingue e che si riflette sui collaboratori e sul cliente, stimoli che non sviliscano ed appesantiscano la quotidianità del luogo di lavoro, ma contribuiscano al dinamismo dell’offerta.
La nostra vuole essere una opportunità, per piccoli o grandi investitori, per chi desidera operare una svolta nella propria vita, per chi vuole costruire per se o per altri una figura professionale in un ambito di lavoro moderno.

CONTATTI

Via Delle Industrie, 4 – 24040 Fornovo San Giovanni
Bergamo – Italia
Tel. 0363.351960 – Fax. 0363.353981
info@artcaffe.com

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